Laura Carroccio

Insegnante di Teatro

Laura Carroccio: attrice, doppiatrice, regista teatrale e conduttrice radiofonica (e cantante...per diletto!).
Insegna recitazione di primo e secondo livello, presso la scuola di Nuove Prospettive APS a Vignate, a bambini, ragazzi e adulti (fino a 99 anni); insegna potenziamento vocale e uso della voce nella recitazione presso la scuola di Teatro Pantagruele di Milano. Diplomata all'Alta Scuola di Pedagogia Teatrale ed Educazione alla Teatralità del Centro Teatro Attivo di MIlano. 
E’ Vice Presidente dell’associazione NUOVE PROSPETTIVE APS, un ente del Terzo Settore con sede a Vignate, che si occupa di produzione di spettacoli teatrali ed eventi artistici e di formazione teatrale, anche all’interno di scuole, centri diurni, centri per anziani, etc. Ha condotto un laboratorio di teatro pedagogico rivolto agli ospiti della comunità “Casa di Gastone”, un centro di seconda accoglienza per senza fissa dimora, presso la sede dell’Opera Guanella di Milano (Istituto San Gaetano); a giugno 2024 si è concluso con uno spettacolo di beneficenza per la raccolta fondi destinati ai progetti dell’Opera Guanella, realizzato con la partecipazione degli ospiti di Casa di Gastone e degli educatori della comunità. Collabora da un alcuni anni come doppiatrice con Fonderia Mercury di Milano e dal 2024 è entrata anche nel portfolio voci di GooDMOOD editore e di Speakeraggio.com. 
Partecipa a trasmissioni televisive in qualità di attrice (Forum, Guess my age, etc) e a spot pubblicitari. Collabora con il Teatro Guanella di Milano, entrando anche nella sua stagione 2023-2024, con lo spettacolo “AL CUOR NON SI COMANDA”, e nella stagione 2024-25 con lo spettacolo “PROBLEMI DI COPPIA”, dei quali è per entrambi regista. Debutta anche nella stagione “A TUTTO PALCO” del Politeatro di Milano con lo spettacolo “DA CAPO” di cui è autrice e regista. Attualmente, in qualità di attrice collabora con la compagnia Teatro Dell’Allodola di Valentina Ferrari, nello spettacolo “BENTORNATA FRANCESCA”, per la regia di Arturo Di Tullio, in giro per importanti teatri in Lombardia (tra cui, nella serata di Capodanno, al Teatro Binario 7 di Monza); lavora anche con la compagnia di Ketty Capra per la preparazione dello spettacolo “Trame” in scena ad aprile 2025 al Politeatro di Milano, a chiusura della rassegna “A TUTTO PALCO” 2024-25 e che ha partecipato al Milano Fringe Off e al Catania Fringe Off 2025; sempre da quest'anno collabora anche con la compagnia teatrale ACT22Theatre,  per cui ha interpretato il ruolo di "Chiara", una delle protagoniste dello spettacolo "LA CASA DEI SEGRETI", scritto e diretto da Danilo Caravà. 

Il teatro, per me, è prima di tutto uno spazio protetto, dove possono coesistere più verità. Non la verità rigida dei fatti, ma quella più fragile e preziosa delle emozioni che ci abitano. E’ un linguaggio con cui raccontare la bellezza della vita, del mondo, la bellezza e le fragilità dell’essere umano 

È il luogo dove ciò che normalmente tratteniamo o “nascondiamo”,  può finalmente prendere forma, voce, corpo. Il teatro è il mio modo di ascoltare il mondo e, allo stesso tempo, di farmi ascoltare da lui. 

Per questo motivo il teatro è un mondo dove tutti possono convivere, in pace.  

È poi, anche, un luogo di metamorfosi: ogni personaggio che incontro mi chiede di spostarmi, di guardare da un’altra prospettiva, di accogliere parti di me che non sapevo di avere. Per questo il teatro è un atto di coraggio, intimo e pubblico insieme. È un ponte tra ciò che siamo nel qui e ora, e ciò che possiamo diventare, per noi stessi e per gli altri. 

Insegnare agli altri a recitare, invece, è un gesto ancora più delicato. Non significa trasmettere tecniche — o non solo. Significa aprire uno spazio sicuro in cui l’altro possa permettersi di essere vulnerabile senza sentirsi giudicato. Ogni allievo porta con sé un mondo: una storia, un nodo, un desiderio. Il mio compito è accompagnarlo a incontrare quel mondo, guidarlo nel dargli forma, a trasformarlo in presenza scenica. Insegnare teatro è un atto di cura: è dire “ti vedo”, anche quando l’allievo non riesce ancora a vedersi. E poi c’è la magia: quel momento in cui un ragazzo, una bambina, un adulto, scopre che può abitare un’emozione senza esserne travolto, che può giocare con la propria voce, che può raccontarsi attraverso un gesto. In quei momenti sento che il teatro non è solo un’arte, ma un modo di restituire alle persone un pezzo di libertà. 

Per me, insegnare teatro significa accendere luci: piccole, grandi, timide, improvvise. 

E ogni volta che una di quelle luci si accende, mi ricorda perché ho scelto questo mestiere. 

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